Cara Luna fatata,
dolce sorella al Sol celata,
lieve perla grandiosa,
del vespro sublime regina e sposa,
veglia ogn’ alma che beata dorme
a noi peregrini dona sicure l’orme.
Deh! Stelle fulgenti,
bimbe curiose e ridenti,
l’innocente vostra allegrezza
culli i cuor con la sua fresca brezza.
Nobile usignolo, sommo cantore,
di queste oscure, silenti ore,
l’armoniose tue gote
empion l’ aere di soavi note
tal che la ragion pronta si desta
come fanciullo nel dì della festa
e al divin Padre, artista primiero
memore volge il più umil pensiero.

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